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dimanche, 09 février 2020

Top 10 dei trend di politica estera nel 2020

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Top 10 dei trend di politica estera nel 2020

Ex: https://www.ecfr.eu

L'arrivo del 2020 non segna solo un nuovo anno, ma anche un nuovo decennio. Il sistema di un calendario arbitrario rivendica la necessità di fare previsioni su eventi e tendenze che scuoteranno il mondo nel 2020. A dire il vero, il prossimo anno è un po' misterioso, figurarsi il prossimo decennio. Se ci aveste detto nel gennaio 2010 che Kanye West si sarebbe rivolto a Gesù entro il 2020, avremmo detto: "Certo, e una star dei reality televisivi diventerà presidente degli Stati Uniti". La nostra mancanza di intuito non significa che le previsioni annuali siano state imprecise.

Anzi, nonostante le fionde e le frecce di colleghi oltraggiosi, siamo rimasti talmente impressionati dalle nostre capacità di previsione e di autovalutazione che abbiamo deciso di rappresentarle graficamente. Nel 2019, guardando solo un po’ di sbieco ai fatti, abbiamo ottenuto un punteggio di precisione di 6,5 su 10. È un po' al di sotto dei nostri punteggi passati, ma siamo fiduciosi che nel 2020 il mondo migliorerà la capacità di aderire alle nostre previsioni.

Di seguito presentiamo le previsioni sui dieci trend principali che preoccuperanno i policymakers della politica estera europea nel 2020 (più un trend bonus). Tornate l'anno prossimo per vederci presentare una descrizione ancora più graficamente impressionante dei nostri fallimenti.

1. TRUMP VINCE LA RIELEZIONE MA PERDE IL VOTO POPOLARE CON UN MARGINE MAGGIORE RISPETTO AL 2016

Donald Trump è un presidente impopolare che affronta un percorso difficile e molto incerto per la rielezione. Nonostante ciò, i presidenti in carica hanno enormi vantaggi alle elezioni presidenziali statunitensi e in generale vincono. Trump ha optato per un puro gioco di collegi elettorali, concentrandosi sugli Stati in cui ha vinto nel 2016 e curando poco la maggioranza degli elettori che vivono negli Stati in cui ha perso. Di conseguenza, il suo rivale Democratico correrà per i voti nelle grandi città e negli stati costieri, ma con scarso successo. Trump otterrà il collegio elettorale, ma perderà il voto popolare con un margine ancora più grande rispetto al 2016.

2. L'UE SI DISSOCIA DALLA POLITICA STATUNITENSE IN MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA

Nel 2019 gli europei hanno cominciato finalmente a credere che gli Stati Uniti avrebbero lasciato il Medio Oriente. Per decenni, gli europei hanno affidato la loro politica medio orientale agli Stati Uniti, nonostante abbiano grandi interessi nella regione. In questo modo, l'Europa è rimasta saldamente legata alle priorità statunitensi su questioni come Iraq, Siria e Yemen. Tuttavia, come dimostrato, Russia e Turchia negoziano il destino della Siria e si trasferiscono in Libia, mentre gli Stati Uniti rimangono passivi e gli europei non hanno più questa possibilità. Nel 2020, l'Europa inizierà a costruire una propria politica sulla regione. Questo sforzo non avrà né i muscoli né i mezzi americani. Permetterà all'Unione Europea e ai suoi Stati membri di utilizzare finalmente la propria forza economica e i legami regionali per elaborare una politica su Medio Oriente e Nord Africa più incentrata sugli interessi europei.

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3. GLI STATI UNITI TRASCURANO L'ALLEANZA CON TAIWAN

Con il crescere delle tensioni tra Taiwan e Cina a seguito delle elezioni taiwanesi del gennaio 2020, i cinesi ricorreranno alle consuete forme di pressione militare e diplomatica per garantire che il nuovo governo di Taipei non faccia ulteriori passi verso l'indipendenza. Taiwan si aspetterà dimostrazioni sia simboliche che reali di sostegno da parte dell'amministrazione Trump ma riceverà solo vaghe dichiarazioni di solidarietà da parte del Dipartimento di Stato che andranno perse tra una raffica di tweet presidenziali mirati a prendere in giro Nancy Pelosi. Taiwan si tirerà indietro e un'altra alleanza americana marcirà dall'interno.

4. PUTIN PARTECIPA AL G7 NEGLI STATI UNITI

Tre anni fa avevamo previsto che il presidente russo Vladimir Putin avrebbe partecipato al vertice del G7 del 2017 in Italia. Era prematuro, ma la chiave per il business delle previsioni non è imparare dai propri errori ma, al contrario, continuare a ripetere i pronostici fino a quando non diventano giusti. Così, Trump, con il sostegno del suo omologo francese, Emmanuel Macron, chiederà a Putin di partecipare al vertice del 2020 negli Stati Uniti. Questo anticiperà il ritorno della Russia nel comitato che governa quel mondo, anche se avverrà dopo che avrà smesso di governare il mondo.

5. ZELENSKY SI MUOVE PRIMA DELL’EUROPA NELLA RISOLUZIONE DEL CONFLITTO DEL DONBAS

Il nuovo presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, si è già dimostrato più disposto a fare accordi con la Russia di quanto la maggior parte degli analisti politici ritenesse possibile. Continua a camminare sul filo del rasoio a livello politico a causa dell'intensa opposizione all'interno del paese a qualsiasi compromesso con la Russia. Ciononostante, affronterà la questione in modi che metteranno a disagio i leader dell'UE, realizzando compromessi a loro non graditi e minando il consenso europeo sulle sanzioni contro la Russia. I leader europei si troveranno nella scomoda posizione di respingere gli sforzi dell'Ucraina per fare pace con il suo vicino.

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6. IL GREEN DEAL EUROPEO DIVENTA LA NUOVA CRISI DEI RIFUGIATI

L'anno scorso, Ursula von der Leyen ha fatto dell'European Green Deal il segno distintivo della sua agenda come nuovo presidente della Commissione europea. Nel 2020 il dibattito sulla politica climatica approfondirà le divisioni geografiche e socioeconomiche all'interno dell'Europa, provocando un contraccolpo populista anti-ambientale. Molti Paesi dell'Europa orientale dipendono ancora fortemente dal carbone per la produzione di energia e temono che la spinta alla neutralità del carbonio sia una forma di protezionismo subdolo. Il Green Deal europeo potrebbe anche creare fratture politiche interne a molti Stati membri, così come è successo in Francia quando il tentativo di aumentare le tasse sul carburante nel 2018 ha stimolato il movimento dei gilet gialli. Questi movimenti intraeuropei e nazionali faranno dell'accordo la prossima "crisi dei rifugiati", una questione di singolare potenza che divide l'Europa tra est e ovest, e che mobilita forze populiste all'interno dei paesi dell'intero blocco.

7. LA SUCCESSIONE DIVENTA UN TEMA DOMINANTE IN RUSSIA, TURCHIA E STATI UNITI.

Gli uomini di potere hanno vissuto una buona fase negli ultimi anni. Brasile, Cina, Russia, Turchia e persino gli Stati Uniti sono governati da leader con un alto senso di sé e una bassa tolleranza per il dissenso o le critiche. Gli uomini di potere di oggi cercano di centralizzare il controllo attraverso il culto della personalità (con diversi livelli di successo). Di conseguenza, note pubblicazioni come il Washington Post, il New Statesman e il Financial Times vedono l'alba di una nuova era autoritaria. Tuttavia, il 2020 rivelerà come i regimi forti abbiano una debolezza chiave che va ben oltre la loro evidente mascolinità tossica. I regimi personalizzati hanno poca capacità di organizzare successioni ordinate, e gli uomini forti non vivono per sempre. Nel 2020 le lotte di successione e il disordine che ne deriverà, in particolare in Russia e Turchia, inizieranno a erodere la sensazione che i leader come Putin siano qui per sempre.

8. LA GUERRA COMMERCIALE TRA USA E CINA SI DIFFONDE IN SETTORI COME I SERVIZI FINANZIARI E LA TECNOLOGIA DELL'INFORMAZIONE

Nonostante gli Stati Uniti e la Cina abbiano raggiunto una tregua nella guerra commerciale alla fine del 2019, quest'anno i contrasti riguarderanno fronti nuovi e più significativi. L'attuale lotta per la tecnologia 5G preannuncia una guerra fredda economica dato che le due parti competono in altri settori geopoliticamente significativi, in particolare tecnologia dell'informazione e servizi finanziari. Sia Cina che Stati Uniti cercheranno di stabilire il proprio dominio tecnologico e finanziario con paesi terzi usando il potere di mercato e le relazioni politiche per mettere da parte il proprio rivale.

9. LE REGOLE SUI DATI DIVENTANO I NUOVI OGM IN UN CONTESTO GLOBALE PER STABILIRE STANDARD

Gli standard sono diventati il principale campo di battaglia in una nuova era di concorrenza geo-economica. Cina, UE, Russia e Stati Uniti hanno tutti cercato di usare la propria capacità di stabilire standard globali in settori come la salute, la privacy e la sicurezza per promuovere obiettivi nazionali che vanno dal predominio di industrie chiave all'esportazione di valori. In passato, il dibattito sugli organismi geneticamente modificati (OGM) è stato un campo di battaglia fondamentale per stabilire i termini del commercio agricolo. Nel 2020 gli standard dei dati svolgeranno un ruolo simile, poiché i leader iniziano a capire che la lotta per l'esportazione dei regolamenti sull'elaborazione, la gestione e la protezione dei dati darà forma all'industria tecnologica globale.

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10. I MOVIMENTI DI PROTESTA DIVENTANO PIÙ IRRUENTI

Il 2019 è stato l'anno delle proteste in quanto movimenti di massa sono sorti e spesso si sono sostenuti in luoghi diversi come Bolivia, Francia, Hong Kong, Iran e Sudan. I movimenti hanno origini e traiettorie diverse, ma tutti hanno espresso un malcontento generale nei confronti delle classi dirigenti e della capacità catalizzatrice dei social media. Nel 2020 questi movimenti persisteranno, ma avranno effetti diversi a seconda della natura del governo preso di mira. In paesi autoritari come la Cina e l'Iran, i governi cominceranno a capire come utilizzare i social media e altre tecnologie per contrastare le proteste. In quanto tali, le manifestazioni potranno iniziare, ma otterranno scarsi cambiamenti sociali. Negli Stati più democratici o più deboli, questi movimenti costringeranno i governi a scendere a compromessi e, nel bene e nel male, innescheranno un cambiamento sociale o addirittura un cambiamento di leadership. Anche se i movimenti di protesta efficaci possono essere più preziosi negli Stati autoritari, diventeranno più comuni in quelli democratici.

BONUS: IL REGNO UNITO NON RIESCE A CONCLUDERE UN ACCORDO COMMERCIALE CON L'UE (MA A NESSUNO IMPORTA MOLTO)

Come spesso viene sottolineato, la saga della Brexit continuerà ben oltre la dipartita del Regno Unito dall'UE il 31 gennaio. Alla fine del 2020 il Paese sarà sul punto di un altro no-deal con finale sospeso, seguito da quasi tutte le stesse potenziali conseguenze per l'economia del Regno Unito e dell'UE che si sono avute nelle precedenti tornate negoziali. Nonostante ciò, il fervore politico svanirà dal dibattito sulla Brexit nel Regno Unito e nell'UE dopo il 31 gennaio. Mentre i politici passano a questioni come chi ha incasinato l'assistenza sanitaria o chi non è riuscito ad arginare i crimini con armi bianche, le discussioni commerciali tra l’UE e il Regno Unito verranno condotte nel mondo dei tecnocrati. Anche se l'UE e il Regno Unito non riusciranno a raggiungere un accordo entro la fine dell'anno, quasi nessuno che non lavori per il Financial Times se ne accorgerà. I tecnocrati troveranno in silenzio un modo per estendere il negoziato, dimostrando ancora una volta le virtù politiche dell'apatia pubblica.

mercredi, 08 janvier 2020

Prévisions pour 2020 – Tourbillons multiples

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Prévisions pour 2020 – Tourbillons multiples


Par James Howard Kunstler

Source: kunstler.com

Ex: https://www.lesakerfrancophone.fr

Les méta-questions

La grande question pour l’année 2020 est simple : l’Amérique peut-elle se remettre la tête à l’endroit ?

Si la réponse est non, nous n’aurons peut-être pas beaucoup de chances de rester un pays pacifique et fonctionnel. La période de la longue urgence, comme je l’appelle, est une pièce avec l’hiver figuratif de Strauss et Howe dans leur vision du quatrième tournant de l’histoire qui se joue en cycles générationnels analogues aux saisons de l’année. Quel que soit le nom que vous lui donnez, la disposition actuelle des choses a eu un effet sévère sur notre psychologie collective. Elle a rendu une cohorte exceptionnellement nombreuse d’Américains fonctionnellement fous, croyant aux démons, aux gobelins et aux fantômes, souscrivant à des théories qui, dans les époques précédentes, faisaient rire les enfants, tout en contestant des réalités évidentes et en provoquant un grave danger politique.


La folie est répartie sur de nombreux domaines de la vie américaine, avec pour dénominateur commun une classe pensante tombée dans le désordre de sa pensée. Le désordre est mené par les médias d’information et l’enseignement supérieur avec leurs agendas crypto-gnostiques pour transformer la nature humaine afin de guérir le monde (en théorie). Il comprend un ensemble d’illusions et de destructions délibérées de l’esprit allant de l’obsession morbide de l’ingérence russe dans nos affaires, à la croisade contre la liberté d’expression sur les campus, en passant par le culte de la perversité sexuelle – par exemple l’Heure de Lecture Transsexuelle, aux campagnes contre la blancheur et la masculinité, aux incursions de l’« éveil (woke) » dans le milieu professionnel des entreprises, aux machinations cyniques des économistes, des banquiers et des politiciens pour manipuler les apparences financières, à l’effort pour diviser la réalité de la vérité en tant que proposition générale.

Ces maladies de l’esprit et de la culture sont mises en synergie par un ethos politique stimulé qui dit que la fin justifie les moyens, de sorte que la mauvaise foi et la malhonnêteté consciente deviennent les principaux outils de l’effort politique. Par conséquent, une institution vénérable comme le New York Times peut se détourner de sa mission de présenter strictement les informations pour être enrôlée comme service de relations publiques pour les agences gouvernementales malhonnêtes – de l’État profond – qui cherchent à renverser un président sous de faux prétextes. L’effet global est celui d’une marche dans un nouveau totalitarisme, plein de mendicité et de malveillance épiques. Depuis quand, aux États-Unis, les « radicaux » politiques ont-ils le droit de s’associer aux services de sécurité du gouvernement pour persécuter leurs ennemis politiques ?

Cela conduit naturellement à la question suivante : qu’est-ce qui a rendu la classe pensante américaine folle ? Je maintiens que cela vient de l’anxiété massive générée par la longue urgence dans laquelle nous sommes entrés – la peur flottante que nous avons épuisé le temps de notre mode de vie actuel, que les systèmes dont nous dépendons pour notre haut niveau de vie sont entrés dans la zone de défaillance ; plus précisément, les craintes concernant notre approvisionnement en énergie, la diminution des ressources naturelles, la rupture des lignes d’approvisionnement, la dette galopante, l’accroissement de la population, l’effondrement de la classe moyenne, la fermeture des horizons et des perspectives pour les jeunes, le vol de l’autonomie des personnes écrasées par des organisations inhumaine (gouvernement, WalMart, ConAgra), la corrosion des relations entre hommes et femmes – et de la vie familiale en particulier, les fréquents meurtres de masse dans les écoles, les églises et les lieux publics, la destruction des écosystèmes et des espèces, l’incertitude quant aux changements climatiques, et la laideur entropique omniprésente de l’habitat humain de banlieue qui est à l’origine de tant de dysfonctionnements sociaux. Vous voyez ? Il y a beaucoup de choses à craindre, dont une grande partie est assez existentielle. Plus nous échouons à nous confronter et à nous engager dans ces problèmes, plus nous devenons fous.

Une grande partie du mécontentement en matière de « justice sociale » découle de l’inégalité de revenu évidente et grotesque de notre époque, accompagnée de la perte d’un travail significatif et des rôles sociaux qui y sont associés. Mais une tension supplémentaire provient de la honte et de la déception face à l’échec de la longue campagne pour les droits civiques visant à corriger les inégalités raciales dans la vie américaine – des tentatives d’intégration scolaire à l’action positive (quel que soit le nom qu’on lui donne), du « multiculturalisme » aux dernières innovations en matière de « diversité et d’inclusion ». En bref, trop de Noirs américains ne parviennent toujours pas à s’épanouir dans ce pays malgré cinquante ans de programmes gouvernementaux coûteux et d’expériences éducatives à profusion, et il reste peu d’explications pour expliquer cet échec, qui se traduit par des villes en ruine dirigées par des Noirs et des taux élevés de crimes violents entre noirs. Ce dilemme tourmente la classe des penseurs et les pousse toujours plus loin dans leurs fantasmes crypto-gnostiques de changer la nature humaine pour guérir le monde. Le résultat net est que les relations entre les races sont pires et plus tendues qu’elles ne l’étaient en 1950. Et le résultat est si embarrassant que la classe pensante évite à tout prix d’y faire face – malgré les appels de mauvaise foi à une « conversation honnête sur la race » qui est, en réalité, malvenue.

Notre pays est pris dans un réseau de rackets autodestructeurs et le dénominateur commun est la malhonnêteté immersive que nous nous sommes autorisés à pratiquer. En matière d’éthique et de conduite quotidienne, nous ne sommes plus du tout comme le pays qui est sorti de la Deuxième Guerre mondiale. Notre maxime nationale de nos jours est que tout est permis et que rien n’a d’importance. C’est une piètre plate-forme pour naviguer dans la vie sur terre. Après avoir réclamé pendant des décennies « l’espoir et le changement », c’est une chose importante que nous ne parlons plus de changer, et apparemment nous n’avons aucun espoir de changer. L’Amérique doit bien comprendre qu’elle ne peut pas se mentir à elle-même.

Ce texte est une prévision, après tout, et je vais essayer d’être aussi concis que possible sur les détails, que nous allons maintenant aborder. Les prévisions, vous comprenez, sont comme le jazz, une improvisation qui consiste à relier des points à un moment donné dans le temps… ou à lancer des spaghettis sur le mur pour voir si ça colle.

L’élection de 2020

Il y a de fortes chances que le Parti démocrate soit dans un tel état de désarroi d’ici l’été, qu’il se scinde en une faction radicale-Wokester et une faction croupion « modérée ». Cela rendrait l’élection un peu comme celle de 1860 à la veille de la première guerre civile. Les principaux candidats actuels – Biden, Sanders, Warren, Buttigieg – me semblent tous être des chevaux qui ne passeront jamais la ligne. Michael Bloomberg pourrait finir par être le chef des modérés de la partie croupion, propulsé par son compte en banque inépuisable, mais je doute de son attrait pour les minorités raciales et les nouveaux jeunes électeurs, les milléniums, dont dépendent les Démocrates. Je ne suis pas sûr qu’il lui reste beaucoup d’autres leviers.

Je suis convaincu que Joe Biden est toujours dans la course uniquement pour éviter une enquête. Il n’est manifestement pas encore tout à fait sain d’esprit et il n’est même pas encore à la Maison Blanche. Pensez à la façon dont Bob Mueller semblait témoigner au Congrès il y a six mois, et imaginez oncle Joe [Biden] dans la salle de crise de la Maison Blanche. Le bilan des escroqueries de l’époque des mandats de l’oncle Joe dans l’administration est profondément nauséeux, et embarrassant sur les enregistrements vidéo et les relevés bancaires. De même, pour Elizabeth Warren : il y a trop d’enregistrements vidéo d’elle, mentant sur elle-même. Elle ne  pourra jamais surmonter la campagne publicitaire d’un adversaire les passant et repassant quotidiennement. Je suis désolé, mais malgré le souhait crypto-gnostique de beaucoup de membres de la Classe Pensante de faire paraître le marginal pour normal, je doute que les électeurs veuillent voir le maire Pete Buttigieg à la Maison Blanche avec un « premier monsieur » [Il est homosexuel et n’a donc pas de première dame, NdT]. Bernie Sanders a une chance de diriger une faction radicale cette fois-ci – s’il parvient à vaincre les valets du DNC – mais n’a qu’une faible chance de remporter les élections générales. Cette vue d’ensemble laisse la porte bien ouverte pour Hillary Clinton de monter, lors d’une convention accrochée à Milwaukee, sur un cheval blanc en papier mâché et d’essayer de « sauver » le parti. Je crois qu’on se moquerait d’elle à son arrivée, ce qui ferait une scène finale humiliante dans sa carrière maudite.

Une autre possibilité est qu’un personnage actuellement hors jeu vienne d’une manière ou d’une autre diriger le Parti démocrate, mais il est impossible de dire qui pourrait être ce cygne noir. Cela pourrait aussi être un scénario de « salle enfumée » d’une convention de nomination, comme celle qui a choisi Warren Harding cent ans auparavant : les caciques du parti se réuniraient et feraient avaler leur décision aux délégués. Je donne 20 % de chances à ce résultat.

Quoi que vous pensiez de son style, de ses manières et de sa politique, Donald Trump a une qualité exceptionnelle : la résilience. Comme l’a fait remarquer David Collum, M. Trump est anti-fragile – au sens de Nassim Taleb. Plus il est attaqué, plus il semble devenir fort. Son point faible est sa maîtrise de l’économie et des marchés financiers qui sont censés la servir. Son destin, que j’ai décrit dans des blogs il y a trois ans, est d’être le gars qui porte le chapeau quand l’économie commence à craquer – une situation que je décrirai dans sa propre catégorie ci-dessous. Les chances ne sont pas que le statu quo d’un marché boursier en hausse constante se maintienne jusqu’en novembre prochain. Et si la situation se détériore, cela nuira certainement à sa réélection. Ce pourrait être aussi la seule chose qui permettrait au Parti démocrate de rester solidaire – mais cela implique qu’un bouleversement des marchés et des banques devrait avoir lieu au début de l’été, avant les congrès.

Pendant ce temps, les tentatives de mise en accusation ont une saveur lilliputienne. Continuer dans cette voie – en brandissant la menace d’un deuxième ou troisième acte de mise en accusation avec des frais supplémentaires – ne fera que renforcer l’anti-fragilité de M. Trump. En second lieu, il faut se demander si la paire Barr & Durham parviendra à faire porter une part de responsabilité pénale aux personnes qui ont mené le coup d’État du RussiaGate contre M. Trump – un épouvantable abus de pouvoir maintenant célébré par les Démocrates, qui, vous vous en souvenez peut-être, étaient autrefois contre les États policiers. Une série de mise en détention de criminels comme Brennan, Comey, Clapper et d’autres pourraient finalement faire éclater la bulle de crédulité que la tête à claque Mueller et le rapport Horowitz si accablant n’ont pas réussi à créer chez les vrais croyants de Rachel Maddow. Bien sûr, cette affaire a une signification encore plus grande pour corriger le méta-problème de l’Amérique qui se ment chroniquement à elle-même. Le RussiaGate et ses retombées étaient un tel édifice gargantuesque de malhonnêteté malveillante qu’il doit être déconstruit dans les tribunaux, ou la santé mentale de la nation ne se rétablira peut-être pas. C’est la clé pour mettre fin au régime du tout va bien et rien n’a d’importance. En fin de compte, si les marchés ou la valeur du dollar ne s’effondrent pas, M. Trump sera réélu.

Toutefois, je m’attends à ce que ses rivaux aient recours à une tactique de harcèlement légal pour bloquer le processus électoral dans un enchevêtrement paralysant de litiges qui entraverait ou empêcherait un règlement pacifique de l’issue. Ces tactiques pourraient inciter le président à déclarer des mesures extraordinaires pour surmonter cet acte de « résistance » – peut-être une période de loi martiale pendant que les résultats sont ré-établis. Oui, cela pourrait être extrême.

L’économie et ses accessoires

Le « miracle » du pétrole de schiste était un coup financier utilisant la dette pour donner l’illusion que l’approvisionnement énergétique de la nation était sûr et assuré à long terme. Ce fut un coup impressionnant, c’est certain, avec une production qui approche maintenant les 13 millions de barils par jour, mais il est en train de s’effondrer sur son modèle d’affaires de type Ponzi – les producteurs ne peuvent tout simplement pas faire d’argent avec ce système, et ils ont passé dix ans à prouver que c’est un jeu idiot pour les investisseurs. Il en résultera une diminution des investissements dans un modèle d’affaire qui exige un réinvestissement constant. Ce qui signifie que 2020 est l’année où le pétrole de schiste sera démystifié et où sa production va diminuer. Les faillites ne font que commencer.

L’économie n’est en réalité qu’une fonction des intrants énergétiques, et ces intrants doivent être économiquement rationnels, c’est-à-dire qu’ils ne doivent pas coûter plus cher que ce qu’ils rapportent. Tous nos arrangements bancaires et financiers dépendent de cela. Si les intrants énergétiques diminuent, ou si le coût de l’énergie dépasse la valeur de l’énergie nette que vous obtenez, alors les dettes de toutes sortes ne peuvent plus être remboursées et tout le système implose. A partir de là, la question est de savoir si l’effondrement est lent ou rapide. Je pense qu’il peut commencer lentement, puis s’accélérer rapidement jusqu’à devenir critique – et le processus est déjà amorcé.

En raison de cette dynamique énergétique, nous assistons à une contraction généralisée de l’activité économique et de la croissance à l’échelle mondiale, qui se traduira par une baisse future du niveau de vie. Les effets en Amérique sont déjà évidents et décourageants : la classe moyenne en difficulté, les gens qui vivent au jour le jour, ceux qui ne peuvent pas acheter de voiture ou payer pour la réparer. L’espoir était que l’Amérique puisse se réindustrialiser (une version de MAGA) pendant que les économies « émergentes » continuaient à produire des choses comme « moteurs » de l’économie mondiale : la Chine, l’Inde, la Corée, le Brésil, le Mexique et d’autres. Ces endroits ont vu leur niveau de vie augmenter de façon spectaculaire au cours des trente dernières années. Renverser cette tendance sera un traumatisme. Ces économies émergentes sont en train d’atteindre un pic puis un plafond en raison de la même dynamique énergétique de base qui affecte le monde entier : le manque d’énergie abordable, en particulier le pétrole. Le résultat probable sera l’instabilité politique en Chine et ailleurs – déjà manifeste – et une partie de ce désordre pourrait être projeté vers l’extérieur chez les rivaux économiques.

L’Europe a subi de nombreux contrecoups de la contraction de son niveau de vie, comme l’ont montré les perturbations liées à l’affaire des Gilets jaunes en France, la dépression nerveuse autour du Brexit, le pouvoir de rassemblement des mouvements politiques nationalistes dans de nombreux pays et la crise des migrants en cours – essentiellement des migrants économiques provenant de pays du tiers monde en difficulté. Les banques européennes, menées par la plus malade de toutes, la Deutsche Bank, souffrent d’un fardeau écrasant de mauvaises obligations à bases de dérivées qui risquent de les faire sombrer en 2020 avant une ruée vers la survie en Euroland, avec les récents migrants pris au piège au milieu. Je pense que nous assisterons aux premières tentatives d’expulsions à mesure que le chaos financier s’étendra, que la violence éclatera et que le nationalisme se développera.

La « solution » au dilemme de la contraction depuis 2008 a été pour les banques centrales de « créer » des montagnes d’« argent » frais pour donner l’illusion que les dettes peuvent être remboursées – et de nouveaux prêts générés – alors que la réalité le réfute clairement. Toute cette « impression » d’argent n’a fait que déformer les relations bancaires et le comportement des marchés – les symptômes les plus évidents étant l’inflation des actifs (actions, obligations, immobilier), l’impossibilité de connaître le prix des choses, ce qui est la fonction principale des marchés, et les taux d’intérêt proches de zéro qui rendent les opérations bancaires insensées.

Les banquiers continueront à faire « tout ce qu’il faut » pour essayer de maintenir le jeu, mais ils n’ont plus de véritable légitimité pour y parvenir. Les taux d’intérêt peuvent à peine baisser. La quantité d’argent « imprimé » nécessaire pour maintenir l’illusion d’un système rationnel et fonctionnel devient de plus en plus importante. Dans les six semaines qui précèdent et suivent Noël, la Réserve fédérale devrait injecter 500 milliards de dollars dans les banques pour stabiliser le prix des actifs. Combien de temps peuvent-elles continuer à le faire ?

En fin de compte, soit les prix des actifs chuteront – peut-être s’effondreront – soit les mesures de plus en plus désespérées nécessaires pour les soutenir dégraderont la valeur de la monnaie elle-même. Le hic, c’est que cela ne se produira peut-être pas partout à la fois. Par exemple, le système bancaire de la Chine, comme celui de l’Europe, est mûr pour une convulsion, qui verrait l’argent fuir vers une sécurité perçue – tant que ça dure – sur les marchés américains, gonflant temporairement le Dow, le S & P et les obligations du Trésor américain, même si d’autres grandes nations s’effondrent. Mais les banques américaines ont la même maladie et ces oiseaux de désordre finiront aussi par s’y percher.

De plus, la méthode de distribution de l’argent frais des banques centrales – argent venu de nulle part – changera probablement à l’avenir. Le public va sûrement se révolter contre un autre plan de sauvetage des banques. Au lieu de cela, les responsables se tourneront vers le « QE for the people« , aussi connu sous le nom d’ « Hélicoptère monétaire«  (comme dans la distribution d’argent depuis un hélicoptère), ou vers la « Théorie monétaire moderne » (TMM – imprimer de l’argent jusqu’à ce que les carottes soient cuites), avec un « revenu de base garanti ». Les tensions dans le piège de la contraction dans lequel nous nous trouvons sont telles que le déséquilibre des marchés de la dette ne peut se manifester que par un défaut brutal ou une tentative plus douce de gonfler les devises. L’inflation pourrait maintenir les marchés boursiers à flot et permettre le remboursement continu de la dette (« service de la dette« ) en devises de valeur décroissante – un processus qui n’est jamais vraiment gérable dans l’histoire, qui devient toujours incontrôlable et qui mène rapidement au chaos politique. N’oubliez pas qu’il y a deux façons de faire faillite : ne pas avoir d’argent et avoir beaucoup d’argent qui ne vaut rien.

Les éléments de ce psychodrame financier vont se fondre dans la politique électorale américaine de 2020, alors que la gauche se tourne de plus en plus vers des promesses d’argent « gratuit » et de services « gratuits » (médecine, éducation) aux électeurs paniqués qui ne peuvent plus se permettre le standard de vie du rêve américain. Les tremblements qui ont saisi les marchés Repo (Repo = rachat de garanties pour les prêts au jour le jour) ces trois derniers mois suggèrent que certaines grandes banques et compagnies d’assurance américaines sont entrées dans leur propre zone de criticité. Je doute qu’un quelconque stratagème permette d’éviter une grande instabilité financière avant la fin de 2020, mais si les États-Unis deviennent un refuge pour l’argent venant d’ailleurs dans le monde, cela pourrait repousser l’arrivée de la crise jusqu’à l’été.

L’idée qu’un marché boursier galopant signifie une « grande » économie est particulièrement fallacieuse avec toutes les interventions et manipulations de marché en cours de la dernière décennie. Tout ce qu’elle signifie vraiment, c’est que les escroqueries, les fraudes et les rachats ont remplacé la production industrielle d’antan, et ce n’est pas une base très solide pour une économie. Je ne pense pas qu’il y ait de réelles perspectives de revenir à la puissance industrielle d’autrefois. Nous devrons sûrement faire des choses dans les temps à venir, et produire notre pain d’une façon ou d’une autre, mais ce sera un modèle de production très différent, à une échelle beaucoup plus modeste. Quand le niveau de vie baissera, ce modèle finira par resurgir quelque part. Mais nous ne savons pas encore où.

Relations avec d’autres pays

L’hystérie du RussiaGate s’est démenée efficacement au cours des trois dernières années pour entraver la possibilité de rétablir les relations entre nos pays. Cela et l’intervention idiote de 2014 en Ukraine sous M. Obama, qui ont incité la Russie à annexer la Crimée et à combattre dans le Donbass. Tout cela était inutile et s’est produit simplement parce que nous étions déterminés à forcer l’Ukraine dans l’OTAN – ou, du moins, à ne pas la laisser rejoindre l’Union douanière centrée sur la Russie. Ce faisant, nous avons laissé l’Ukraine gravement endommagée. Pouvons-nous, s’il vous plaît, arrêter de créer encore plus de dégâts ? Ils ont toujours été proche de la Russie et le seront toujours. Pouvons-nous l’accepter avec notre esprit américain ?

Je soupçonne que M. Trump souhaite toujours rectifier la situation, en particulier nos relations avec la Russie. Nous avons des intérêts communs en suspens, à commencer par le souhait de décourager les maniaques islamiques de faire exploser des choses et de couper la gorge des gens. Et si nous essayions de coopérer pour gérer ce problème ? La Russie n’est pas notre rival économique. Aussi vaste que soit son territoire, l’économie russe n’est pas beaucoup plus grande que l’économie du Texas [C’est faux en Parité de pouvoir d’achat et donc très trompeur, NdT]. Ils possèdent un arsenal nucléaire très puissant, avec de nouveaux systèmes de frappe hypersoniques qui ont probablement été développés pour tempérer nos récits paranoïaques à leur sujet depuis 2016. La guerre n’est pas une option.

Il y a de fortes chances qu’en 2020 M. Trump trouve une ouverture pour réduire les tensions entre les États-Unis et la Russie, même s’il est mis en accusation à plusieurs reprises et que l’indice boursier S&P diminue de moitié. L’Ukraine elle-même peut être un cas désespéré, son destin est de devenir un désert agricole quasi-médiéval. Quoi qu’il en soit, ce n’est vraiment pas notre affaire, pas plus que l’occupation de l’Afghanistan, ou l’intervention en Irak, ou le Vietnam avant cela. Pour commencer, pouvons-nous simplement convenir qu’aller en guerre avec la Russie n’est pas une bonne idée et cesser de militer pour que cela se produise ? Les libéraux accusaient le Complexe militaro-industriel d’avoir battu le tambour de guerre. Maintenant, ce sont eux qui sont à la manœuvre.

De nouvelles tentations d’intervenir dans des pays étrangers ne feront qu’accélérer la faillite des États-Unis et entraîner une descente plus rapide et plus dramatique vers un niveau de vie beaucoup plus bas. Quoi qu’il en soit, avec tous les autres éléments de la longue urgence qui se déroule sous nos yeux, la tendance en 2020 sera que les nations se préoccupent de leurs propres affaires, et si cela ne fonctionne pas au niveau national, cela pourrait conduire à plus de régions séparatistes tentant de s’auto-gouverner. La Catalogne est toujours en train de gargouiller, l’Italie a toujours un problème nord / sud, l’Écosse a toujours la volonté de se dissocier du Royaume-Uni. La contraction, la décroissance ou la baisse de la prospérité – quelle que soit la façon de le dire – vont de pair avec une plus petite échelle de gestion. Tout ce qui est grand est en train de reculer.

Mais cela vaut la peine d’envisager ceci : je me souviens de l’époque où les États-Unis étaient une nation assez saine d’esprit. Si les choses peuvent s’aggraver en Amérique, avec toutes ces hallucinations politiques, ne pensez-vous pas qu’elles peuvent aussi s’aggraver ailleurs ? La Chine entre dans une crise traumatisante avec la fin de sa poussée de croissance de trente ans. Et si la Chine devenait aussi folle que nous ? Et si les États-Unis passaient du statut de client numéro un à celui de Demon Ghost Dragon de la série Underworld avec sa vision des choses ? Quelqu’un se souvient-il de la révolution culturelle des années 1960 ? C’était le wokestérisme 1 communiste aux amphétamines. Lorsque la situation devient difficile en Chine, le gouvernement sévit. Et lorsque cela ne fonctionne pas, la Chine se retrouve historiquement dans une sorte de guerre civile. L’action à Hong Kong au cours de la dernière année pourrait être un aperçu des attractions à venir pour Pékin ou Shanghai. Pour 2020, je prédis des turbulences en Chine, des banques faisant faillite, des entreprises sombrant et les usines fermant leurs portes – mais pas au point d’un soulèvement contre le régime de Xi Jinping. Cela rendra la Chine très nerveuse. Nous devrons naviguer prudemment autour d’eux. S’il vous plaît, aucun coup de force naval dans le détroit de Taïwan …

J’ai déjà bien couvert l’Europe dans la section Économie. Le principal avertissement pour l’Europe en 2020 est que l’ordre libéral international fondé sur des règles internationales de l’Occident a été rendu possible dans un monde d’après-guerre par des décennies d’apports énergétiques et de prospérité croissants. À mesure que cela s’inverse, les hypothèses sous-jacentes à cet ordre cesseront de le maintenir. La formation d’un nouvel ensemble de principes de fonctionnement entraînera probablement une période de désordre, peut-être de longue durée.

Israël et l’Iran semblent être à la recherche d’un crêpage de chignon, ce qui ne fonctionnera probablement pas si bien pour l’Iran. Quelque chose va se passer en 2020 entre eux et les États-Unis parviendront à rester en dehors. Un conflit rapide et vif pourrait préparer le terrain pour que le peuple iranien se débarrasse enfin du joug de ses mollahs. Cela peut s’accompagner d’un mouvement anti-jihad généralisé – un mouvement de paix islamique – à travers le Moyen-Orient et l’Afrique du Nord – une reconnaissance que le Jihad ne travaille qu’à déstabiliser un pays après l’autre et à aggraver leur vie. Israël reprendra les pourparlers avec ses adversaires à Gaza et en Cisjordanie. Les pourparlers seront ardus mais prometteurs même si peu de chose seront résolues en 2020.

L’Inde et le Pakistan ont refroidi leur invectives pendant la période de coupure économique des dix dernières années, évitant une guerre majeure, y compris un échange de tirs nucléaires. Cela pourrait changer tragiquement en 2020 à mesure que la prospérité mondiale s’inversera et que toutes les autres pressions de la longue urgence s’accumuleront sur ces deux pays en difficulté et surpeuplés. Les dégâts seraient énormes, peut-être assez terrifiants pour persuader les gens, dans d’autres pays, de simplement passer leurs problèmes économiques par profits et pertes, et de faire de leur mieux pour réduire l’échelle rationnellement.

La dérive du Japon vers le sort final du néo-médiévisme s’accélère en 2020 alors que l’infection financière se propage depuis les banques chinoises en faillite. L’empereur Naruhito a publié un mémorandum royal reconnaissant que la dépendance du Japon à l’égard du pétrole importé doit cesser et ils embrasseront la décroissance dans l’espoir de revenir à un niveau de la civilisation Edo préindustrielle. Ce sera un exemple encore plus positif pour inciter d’autres pays à commencer d’étudier des plans similaires. Bien sûr, cela provoquera une opposition politique amère. Les meilleures idées font toujours des vagues.

L’Amérique latine vient de vivre plus d’une décennie de paix relative, à l’exception du Venezuela, qui, ces derniers temps, tourbillonne dans le vortex de l’égout sans tambours ni trompettes. L’Argentine est sous-performante dans les grandes largeurs, mais ne semble pas pouvoir atteindre un seuil critique d’effondrement. Quel est son secret ? Dernièrement, une révolution – probablement soutenue par la CIA – a renversé le président bolivien Evo Morales, pour permettre aux États-Unis d’accéder à ses ressources en lithium. Une action plus dramatique éclatera au Mexique en 2020 où la guerre civile gronde. Les États-Unis envoient des troupes de l’armée régulière alors que les réfugiés tentent de fuir vers le nord en flux épiques. Nous créons une «zone de sécurité» tracée à cinquante milles sous la frontière pour contenir le flot humain. M. Trump sera diffamé pour avoir installé des camps de réfugiés humanitaires là-bas. Mais tout au long de l’année, il refusera une intervention militaire pure et simple entre les factions belligérantes.

Guerre culturelle, wokestérisme et bataille des cœurs et des esprits

On pourrait supposer que les Wokesters crypto-gnostiques avaient porté leur folie assez loin en 2019 avec les Tranny Reading Hours, les licenciements de professeurs distingués qui insistent sur le fait que la réalité biologique signifie deux sexes, et bien plus encore. Ce fut également l’année du «Projet 1619» du New York Times, une tentative pseudo-universitaire de réécrire l’histoire américaine entièrement inspirée par le racisme. Et puis il y a Greta qui grogne «Comment oses-tu ?» dans le monde avec cette grimace baveuse de supériorité morale pubescente. Qui ayant encore un peu de bon sens dans ce pays n’est pas malade de ce « putain » de non-sens ?

jhklivre.jpgEn 2020, le wokestérisme a perdu tout son crédit et les Wokesters sont bannis dans une cave sans fenêtre dans le sous-sol de l’âme de l’Amérique où ils peuvent crier contre les murs, pointer du doigt, grimacer en bavant et émettre des anathèmes que personne n’écoutera. Et quand ils seront à court d’essence, ils pourront se détendre et lire le seul livre dans la salle : Mercy, par Andrea Dworkin.

Et puis, un beau matin de printemps, après que tout le monde y a renoncé, Donald Trump, le troll des trolls des médias sociaux, le Golem d’or de la grandeur lui-même, se lèvera en pyjama et tweetera que, enfin, après très longtemps, il s’est finalement «éveillé», et a changé son nom en Donatella, et a déclaré que son pronom personnel était «vous tous».

Très bien, c’est peut-être beaucoup rêver, mais personnellement, je crois que la loi Wokester fuit de partout. Même certains vrais croyants semblent épuisés par leurs efforts. Quoi qu’il en soit, ces incidents de folie publique s’éteignent toujours. Une caractéristique curieuse sera un manque total de remords quand tout sera fini. Au lieu de cela, nous aurons une amnésie, puis nous passerons à la prochaine phase de l’histoire.

Voilà mes prévisions pour 2020. Nous savons tous que c’est un exercice futile, mais c’est l’un de ces rituels inévitables de l’existence humaine. Bonne chance à tous ! Vous pourriez être intéressé par mon prochain livre, à paraître en mars, qui est une mise à jour approfondie de notre situation actuelle et une série de portraits de personnes intéressantes menant des styles de vie alternatifs en ces temps incertains.

James Howard Kunstler

jhklivre2.jpgPour lui, les choses sont claires, le monde actuel se termine et un nouveau arrive. Il ne dépend que de nous de le construire ou de le subir mais il faut d’abord faire notre deuil de ces pensées magiques qui font monter les statistiques jusqu’au ciel.

Traduit par Hervé et jj, relu par Kira pour le Saker Francophone

  1. 1) wokester : un idiot de 20 ans facilement offensé qui croit que le mot « éveillé » légitime sa vision égocentrique du monde. Ces individus manquent souvent de compétences dans le discours civil, ou d’une formation instruite dans n’importe quelle matière dans laquelle ils se glorifient. Urban Dictionary